Le linee di confezionamento e le macchine automatiche one to one

Obiettivo: LIMITARE LA PROGETTAZIONE E LA COSTRUZIONE DI CODICI NUOVI

Metodologia: L’UTILIZZO DELL’AVP – ANALISI DEL VALORE DEL PRODOTTO E DELLA VR – VARIETY REDUCTION.

1- E’ evidente che le Aziende produttrici di linee complete di CONFEZIONAMENTO ne producono in numero limitato e sicuramente sono diverse, in parte, perche personalizzate in base alle esigenze del cliente, tanto che possono. raggrupparsi sotto la formula ONE TO ONE. Dobbiamo quindi evidenziare quanto e come incide la personalizzazione e individuare le modalita nuove per realizzarla.

E’ necessario verificare la CASISTICA attuale, cioe le versioni finora fatte ed è consigliabile creare un gruppo con giovani (2/3) INGEGNERI, anche appena laureati, che esaminato tutte le soluzioni finora prodotto per valutare perche sono diverse pur a fronte di capitolati non molto differenti: deve essere un lavoro di pochi mesi. La guida va affidata a un progettista senior.
2- Questo e vero ma le FUNZIONI di una linea di CONFEZIONAMENTO di un qualsiasi prodotto, ad es. linee di CONFEZIONAMENTO di prodotti BLISTERATI, sono le stesse, anche se formati, dimensioni sono diverse da caso a caso. Infatti si deve ottenere l’astuccio contenente bugiardino e blister, sicuramente le dimensioni del blister e quelle dell’astuccio sono diverse, molto o poco, da prodotto a prodotto, da una casa farmaceutica ad un’altra. E la linea deve ovviamente essere predisposta, adattando i gruppi ai vari formati da trattare.
Di qui discende che per ottenere le funzioni relative al formato necessita di utilizzare/creare gruppi ad hoc che si devono pero studiare in modo che siano in grado di facilitare le richieste di personalizzazione sia di formato che di velocita di confezionamento. In altre parole occorre progettare quei gruppi suddividendoli in sottogruppi o parti base e in sottogruppi o parti variabili a seconda del formato richiesto. Infatti se il progettista, con un gruppo di giovani ingegneri 2 o 3 con solo questo compito, esamina tutte le personalizzazioni fin qui eseguite, facilmente si rendera conto che molti CODICI del gruppo sono eguali o possono facilmente divenirlo o quantomeno simili, ma che con un po’ di studio possono essere resi eguali. In questo modo si evidenzia che il gruppo formato e formato dal sottogruppo base e dal sottogruppo personalizzato. Questo modo di procedere e fundamentalmente la prima fase di applicazione della Variety Reduction.

Ne discende che il progettista non deve reinvent are il gruppo o i gruppi necessari per confezionare il contenitore con dentro blister e bugiardino, ma dovra disegnare solo quelle parti che devono “rispondere” al nuovo formato e che quindi si adattano alle parti base.

E’ evidente che si dovranno studiare questi gruppi in modo da evidenziare, il piu possibile, le parti base e le parti variabili che si devono sempre adattare alla parte base del gruppo, in modo da facilitarne produzione e montaggio, rispondendo cosi alle richieste del cliente. Procedendo in questo modo non si progettano gruppi nuovi ma solo le parti necessarie per rispondere al nuovo formato richiesto.
3 – Per evidenziare le FUNZIONI DELLE MACCHINE CHE COMPONGONO LA LINEA DI CONFEZIONAMENTO si deve partire dalle funzioni dell’ultima macchina, perche la valle condizione il monte condizionando le funzioni dei vari stadi della linea stessa: ad Es. ci sarà lo stadio di stampaggio della pillola, di creazione del blister, quella del CONFEZIONAMENTO in astuccio e cosi via.

Andando cosi a ritroso si dovranno anche verificare come le esigenze per rispondere alle personalizzazioni richieste dal cliente incidono nei vari stadi della linea, studiando e progettando gruppi sempre suddivisi in base e variabili.
4 – Passo successivo e la costificazione delle funzioni mediante l’imputazione a queste dei costi dei gruppi che le sostengono, Sia variabili che base, in quanto le funzioni sono trasversali sui gruppi con pesi differenti.
5 – Le funzioni devono ora essere ordinate per importanza, in modo da poter calcolare l’indice del valore IV in base al quale selezionare le funzioni sulle quali agire per ridurne il costo.
6 – Scelta la funzione da cui iniziare la ricerca di riduzione dei costi, occorre scegliere il gruppo che maggiormente incide. Se il gruppo è un gruppo personalizzabile, e suddivisibile, per quanto possibile, in parte fissa e in parte variabile, in modo da facilitare la risposta alla richiesta di variabilità secondo le esigenze. Sicuramente e cosi possibile ridurre il numero dei componenti variabili. In questo modo si facilita l’introduzione di nuove personalizzazioni, riducendo il proliferare del numero dei componenti e delle parti nuove. E’ evidente che occorre prendere in considerazione tutte le personalizzazioni che si sono eseguite fino a quella data, in modo da evidenziare meglio la parte fissa da quella variabile. Nell’introdurre parti variabili e necessario che le nuove parti variabili siano simili per facilitarne la lavorazione. E’ l’applicazione della Variety Reduction in modo particolare. In questo modo si potrebbe evitare di “inventare” sempre gruppi nuovi o, almeno, parti/componenti nuovi, con tutte le problematiche ORGANIZZATIVE che creano.
TUTTE LE ATTIVITA QUI DESCRITTE VANNO SVOLTE CON UN GRUPPO DI LAVORO INTERFUNZIONALE.! SALVO UNA PRIMA FASE. DI VERIFICA E VALUTAZIONE DELLA CASISTICA FIN QUI DISPONIBILE.

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